1968: una generazione fra sogno e impegno

Italo Moscati al Centro Sociale Saline sul cinema e la cultura del ’68

Italo Moscati, il noto giornalista e critico cinematografico, conduttore di una seguita rubrica radiofonica sul ‘68, sarà a Senigallia il 24 maggio alle ore 21.15, al Centro Sociale Saline nell’ambito di una rassegna (dal 23 al 25 maggio) che riguarda quegli anni, segnati da una produzione cinematografica importante e da grandi registi: Bertolucci, Bellocchio, Rosi, Cavani, e gli esponenti della Nouvelle Vague francese.

Tre serate per ripensare a un periodo che ha segnato grandi cambiamenti nella nostra società, nel pensiero, nelle arti, nei rapporti interpersonali, nelle Istituzioni.

Una generazione ha creduto e sperato e ha modificato la sua vita in nome di grandi ideali di libertà e di uguaglianza sociale.
È stato solo un sogno? Nell’incontro del 23 racconteranno la loro esperienza, sotto la conduzione di Stefano Schiavoni, i protagonisti locali di quel movimento: Filippo Benedetti, Cemak, Alberto Conti, Paola Conti, Guido Di Paolo, Lucia Giorgio, Gianni Guazzarotti, Roberto Mancini, Giuseppina Massi, Ivonne Mesturini, Maurizio Pieroni, Roberto Polverari, Gianfranco Romagnoli (Pico), Stefano Schiavoni, Fulvio Senigalliesi.
L’ultima serata, domenica 25 maggio, sarà dedicata alla musica degli anni ‘60-‘70 con il sorprendente duo acustico A-LIVE formato da Gabriele Carbonari e Pamela Conditi che riproporranno brani indimenticabili dei grandi del Rock: Bob Dylan, Cat Stevens, Simon and Garfunkel, Janis Joplin, Rolling Stones e cantautori italiani: De Andrè, Guccini, Gaber ecc.

Il Centro Sociale Saline, che insieme alla Mediateca delle Marche ha curato la rassegna, rivolge un invito speciale ai giovani per renderli partecipi delle emozioni che hanno caratterizzato quegli anni.

Italo Moscati, scrittore e regista, sceneggiatore. Nato a Milano, vive e lavora a Roma dal 1967. Ha collaborato con Liliana Cavani (scrivendo tra l’altro “Il portiere di notte”), Luigi Comencini, Giuliano Montaldo. Ha svolto e svolge attività di critico teatrale e cinematografico per numerosi giornali e riviste, oltre che per SatCinemaWorld e Hollywood Party. È stato capo dei Servizi sperimentali della Rai-Tv producendo i primi film di Gianni Amelio, Maurizio Ponzi, Peter Del Monte e altri, lavori di Jean Luc Godard, Glauber Rocha e Marco Ferreri; è stato anche vicedirettore di RaiEducational. Per quattro anni si è occupato come presidente del Centro d’arte contemporanea di Prato, per nove del Premio Libero Bizzarri per il documentario (per sei anni ne è stato il direttore artistico). Ha scritto dieci commedie messe in scena da Ugo Gregoretti, Piero Maccarinelli e Augusto Zucchi. Ha diretto per la tv il serial “Stelle in fiamme” e il film “Gioco perverso”, oltre a numerosi documentari e inchieste tra cui “Il castello di sabbia”, “Tornerai”, “Risvegli d’Italia”, “Passioni nere” e la Trilogia della Paura (“La guerra perfetta”, “Maschere”, “Nomadi”) dedicata alla situazione creatasi dopo l’11 settembre 2001. È autore di “Occhi sgranati” sull’emigrazione italiana, che è stato presentato alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro e in altri festival. Ha realizzato nel 2004 dieci puntate di “I Tg della Storia” e lavora a “Adolescenti ovvero principianti assoluti” e “Viziati- Quanto ci hanno rovinato cinquant’anni di tv?”. Tra i suoi ultimi libri: “Pasolini e il teorema del sesso”, “Il cattivo Eduardo”, “1967-Tuoni prima del Maggio” , “1969- Un anno bomba”, “1970- Addio Jimi”, “2001- Un’altra Odissea”, “Le scarpe di Jack Kerouac” e “Anna Magnani”. (Biografia tratta da Zam: www.zam.it)

Il Centro Sociale Saline è a Senigallia, in Via dei Gerani, 8
Tel. 071-7927260

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4 Responses to “1968: una generazione fra sogno e impegno”


  1. 1 Bucaniere Mag 21st, 2008 at 17:48

    Spiace dover constatare nel 2008 che, dopo aver allora stravolto ed egemonizzato il sogno e l’impegno di buona parte di quella generazione, anche con questa iniziativa il ‘68 venga riproposto con una lettura ideologica. Per rimanere nel nostro “piccolo”, i 2 rappresentanti d’Istituto eletti al Liceo Classico di Senigallia che parteciparono all’incontro a Jesi con tutti gli altri rappresentanti di tutti gli Istituti superiori della Provincia erano uno di destra ed uno di sinistra. Ciò avveniva dopo l’inizio della contestazione studentesca e proseguì con le numerose assemblee che al Classico erano organizzate esclusivamente da entrambi gli studenti e coinvolgevano tutti alla partecipazione su tutti i temi allora di interesse. Poi si vollero imporre anche da noi i libretti rossi di Mao, il marxismo-leninismo, l’antifascismo militante, le parole d’ordine dell’extraparlamentarismo di sinistra, di Lotta Continua,ecc. e di tutti coloro che contribuirono a stravolgere il ‘68 ed a portarci negli anni di piombo. Peccato, ora pare si prosegua con pari strumentalità e senza memoria, ma certo fortunatamente con risultati molto più ininfluenti.

  2. 2 Valeria Bellagamba Mag 21st, 2008 at 21:21

    Non viene proposta nessuna lettura ideologica del ‘68, ma semplicemente il racconto di chi a Senigallia prese parte alla contestazione studentesca di quegli anni.
    Se lettura ideologica ci sarà oppure no è tutto da verificare; basta patecipare agli incontri, che ancora non ci sono stati….
    Forse, prima di giudicare sarebbe bene sapere di cosa si sta parlando…

  3. 3 Bucaniere Mag 22nd, 2008 at 13:12

    “…semplicemente il racconto di chi a Senigallia prese parte alla contestazione…” ? E come sono stati scelti ? E perchè non i 2 del Liceo ? Forse perchè uno era di destra ? E i Beatles, ed il grande inganno sulla marjuana e sull’LSD, e le Comuni, e la guerra ad oltranza ad ogni rappresentanza elettiva studentesca, ce li dimentichiamo ? Certo chi ha scelto sa bene di cosa si dovrà parlare, come allora… Scripta manent.

  1. 1 Popinga Pingback su Mag 23rd, 2008 at 15:21

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