Venerdì 20 novembre, alle ore 21.15, al Centro Sociale Saline di Senigallia prenderà il via la rassegna “Scripta Volant - Parole d’Autore 2″.
Il primo degli incontri con l’autore vedrà protagonista lo scrittore senigalliese Luca Rachetta con “La Torre di Silvano e… dintorni”.
Luca Rachetta ci parlerà dei suoi libri, cinque finora pubblicati, del suo modo di essere scrittore e di vivere la scrittura. Si partirà proprio con “La Torre di Silvano”, racconto lungo pubblicato per MEF L’Autore Libri Firenze nel 2008, che ha ricevuto ottimi riscontri di pubblico e attenzione da parte dei media, per arrivare alla sua ultima pubblicazione, fresca di stampa, “La guerra degli Scipioni”, primo romanzo dell’autore, sempre con lo stesso editore.
La serata sarà condotta da Valeria Bellagamba, l’attore Mauro Pierfederici leggerà alcuni brani dai libri di Rachetta.
Luca Rachetta intervistato dal TGR Marche
Luca Rachetta è nato a Torino e vive a Senigallia. Laureato in Lettere Moderne con una tesi su Vitaliano Brancati, è insegnante di Scuola Secondaria e collabora con la rivista senigalliese “Sestante”; si definisce scrittore “a tempo guadagnato”, dato che la scrittura creativa rappresenta per lui un’occasione di autentica rigenerazione spirituale.
Con MEF - Maremmi Editori Firenze ha pubblicato il saggio “Vitaliano Brancati. La realtà svelata” (2006), le raccolte di racconti “Dove sbiadisce il sentiero” (2006) e “La teoria dell’elastico” (2008), il racconto lungo “La torre di Silvano” (2008) e il romanzo “La guerra degli Scipioni”, uscito a ottobre 2009.
Tra le sue pubblicazioni, anche il saggio La critica su Brancati: segni di un autore “singolare” e di difficile interpretazione, Studi Urbinati B (Scienze umane e sociali), 1999.
Il blog di Luca Rachetta
Bibliografia:
Vitaliano Brancati. La realtà svelata
Vita e opere di Vitaliano Brancati
Moralista, psicologo, sociologo, storico: Brancati assomma in sé tutte queste qualità, è scrittore completo, a tutto tondo, felice interprete delle aspettative riposte nello scrittore d’oggi. Intellettuale disincantato e senza numi tutelari, Brancati fece parte, ai suoi tempi, di una “minoranza” dalla quale non ebbe mai la tentazione di uscire per entrare a far parte di “maggioranze” di comodo di qualsiasi genere.
Dove sbiadisce il sentiero
Scene di quotidiana follia
“Il sentiero sbiadisce laddove le sovrastrutture sociali estranee all’individuo sono costrette a cedere il passo ad un’entità molto più antica ed in certi casi molto più forte: la natura umana. Ci sarà allora chi si rifugerà nella dimensione onirica per potersi lì creare un mondo a sua immagine e somiglianza, chi fuggirà dalla città per respirare il profumo dei boschi, chi recupererà la memoria idealizzata del tempo che fu, chi elaborerà manie defatiganti e di difesa… Questi comportamenti sono tutti figli delle stesse ansie, delle stesse insicurezze, di quello stesso compromesso che, nel bene e nel male, condiziona l’esperienza quotidiana di ognuno e ne determina in larga misura il suo stato emotivo, che assume così i tratti distintivi dell’indole dell’uomo contemporaneo. O forse semplicemente dell’uomo.” (dall’Introduzione)
La teoria dell’elastico
Viaggio fra le varie tipologie umane della nostra società
Il Narratore, prendendo il sopravvento sullo stesso Autore, sostiene che, in fin dei conti, ogni racconto di questa raccolta “è una specie di girone infernale popolato dai suoi dannati. Ecco qui il girone dei sognatori, con le ali spiegate al folle volo; da quella parte, invece, gli schizofrenici, nati sotto il segno di Giano; non si tralasci poi di considerare, a destra, le schiere dei cervellotici, che in loro recano l’impronta del labirinto di tutti i giorni, e, infine, a sinistra, i perfezionisti, veri e propri anacronismi su due gambe”.
La torre di Silvano
Le notti e i giorni di un sognatore di provincia
L’avvocato Silvano Rupestro ha eletto a proprio domicilio una strana e inquietante torre, giunta nelle mani degli avi in circostanze che si perdono nella notte dei tempi e lasciatagli quindi in eredità dai genitori. Di abbandonare questa bizzarra e pericolante residenza non se ne parla: essa è difatti l’officina in cui Silvano ha forgiato fin dall’infanzia la corazza degli affetti e delle aspirazioni, che lo protegge dalla noia e dallo sconforto con i quali è costretto a misurarsi all’esterno della fatiscente costruzione. Stranezza? Eccentricità? No di certo. Perché tutti, nel corso degli anni, sentono il bisogno di edificare, mattone dopo mattone, la torre della propria vita. Magari solida e dritta come un fuso, al contrario di quella di Silvano, traballante e corrosa, che però è pur sempre la culla della propria anima.
La guerra degli Scipioni
Il Professore, il Misantropo e il Nevrotico Sentimentale
Il professor Giovanni Scipioni è in guerra con il mondo intero: professione, colleghi, moglie, figlia… Una guerra ininterrotta che non si capisce bene quando e da chi sia stata dichiarata. Il germe del conflitto covava forse in Giovanni Scipioni fin dall’età fetale oppure il casus belli si è innescato in seguito, magari nel periodo dell’adolescenza? La guerra, poi, è stata dichiarata da lui o è stata al contrario la vita stessa a sfidarlo a singolar tenzone? Non si sa… L’unica certezza è che, da quando sono scesi in guerra anche i suoi eccentrici fratelli, Antonio e Paolo Scipioni, la sua situazione si è aggravata, perché le battaglie dei congiunti si sommano a quelle che lui ha già in corso su più fronti. Sempre che, in fondo, non si tratti delle stesse battaglie…













2 Responses to “Scripta Volant, Parole d’Autore 2: “La torre di Silvano e… dintorni””