L’impossibilità di realizzarsi….
È davvero impossibile realizzarsi in Italia?
8 Responses to “Un Paese cattivo”
- 1 Pingback su gen 27th, 2010 at 18:23
- 2 Pingback su feb 2nd, 2010 at 14:57
L’impossibilità di realizzarsi….
È davvero impossibile realizzarsi in Italia?
…pensavo fosse solo una mia impressione, ed invece è esattamente così.
l’Italia è un paese cattivo, è vero, gli italiani sono un popolo di persone incazzate che non hanno più voglia di fermarsi a ragionare…
la Rabbia è ormai palpabile.
Grazie per il tuo intervento!
“Fa un certo effetto non capire bene
da dove nasce ogni tua reazione.
E tu stai vivendo senza sapere mai
nel tuo profondo quello che sei
quello che sei.
I mostri che abbiamo dentro
che vivono in ogni uomo
nascosti nell’inconscio
sono un atavico richiamo.
I mostri che abbiamo dentro
che vagano in ogni mente
sono i nostri oscuri istinti
e inevitabilmente
dobbiamo farci i conti.
I mostri che abbiamo dentro
silenziosi e insinuanti
sono il gene egoista
che senza complimenti
domina e conquista.
I mostri che abbiamo dentro
ci spingono alla violenza
che quasi per simbiosi
si è incollata
alla nostra esistenza.
La nostra vita civile
la nostra idea di giustizia e uguaglianza
la convivenza sociale
è minacciata
dai mostri che sono la nostra sostanza…
I mostri che abbiamo dentro
sono insaziabili e funesti
sono il potere a tutti i costi
ma anche chi lo odia
soltanto per invidia.
I mostri che abbiamo dentro
ci ispirano il grande sogno
di un Dio severo e giusto
col mitico bisogno
di Allah e di Gesù Cristo…”
(G. Gaber, I mostri che abbiamo dentro)
Forse siamo realmente un Paese CATTIVO…
MA CHI SOFFIA SUL FUOCO ?
CHI HA INTERESSE A RISVEGLIARE I MOSTRI ?
http://www.youtube.com/watch?v=8WOmiuIRWvw
Si prega di inviare PROPRI interventi, grazie.
Nel nostro Paese è difficile realizzarsi !
Il poco lavoro che abbiamo è precario. Si guadagna poco, non si ha la possibilità di progettare il proprio futuro, se si hanno dei figli si fatica a mantenerli senza degli aiuti esterni, non si è in grado di fronteggiare gli imprevisti che possono capitare.
Non si ha neppure la capacità di far valere efficacemente i propri diritti, si è messi in costante competizione col vicino di posto, si ha paura che il contratto non sia rinnovato e di dover nuovamente mettersi in gioco per un altro posto, in un altro luogo, e con altre prospettive, forse inferiori…
Il lavoro precario, se non scelto, comporta dei costi psicologici: ansia, rabbia, depressione, senso di fallimento…
Inoltre credo che nel nostro Paese non si stia fronteggiando la crisi economica con investimenti in scuola e formazione, come si farebbe in qualsiasi altro paese. La scuola sembra che sia considerata solo un costo da tagliare. Ho letto che si vuole anche riportare indietro di un anno l’obbligo scolastico. Così, di certo, non si offrono gli strumenti pe fronteggiare la difficile realtà che stiamo vivendo e per potersi realizzare !
cosa vuol dire realizzarsi?
diventare qualcuno?
diventare qualcuno per poter dire di essere qualcuno?
diventare qualcuno per se stessi?
diventare nessuno?
essere liberi?
trovare un lavoro fisso?
avere soldi?
avere un lavoro fisso che, per garantirti i soldi per poter vivere, ti ruba il tempo per poter vivere?
sopravvivere?
crearsi una famiglia che, per riuscire a mantenere, potrai goderti solo nel misero tempo libero che ti rimane?
correre per raggiungere un traguardo?
correre ancora perchè dopo un traguardo ce ne è subito un altro?
correre ancora perchè,anche se raggiungi il più ambìto traguardo, c’è sempre il fantasma della competizione dietro la porta?
correre?
non avere il tempo di respirare…appunto perchè è necessario correre(…altrimenti il curriculum ti rimane troppo scarno…)?
e dopo aver corso avere una bella casa, una macchina, dieci telefonini, quattro tv, una playstation, tre computer…e non riuscire più ad apprezzare il solo fatto di riuscire a vedere?
rallentare?
riempirsi di cose?
svuotarsi di cose?
cosa vuol dire realizzarsi?
quali i mezzi che ci vengono forniti per la nostra ipotetica relizzazione?
e siamo soddisfatti?
realizzare se stessi è, a mio avviso, sentirsi liberi di esprimere la propria creatività (più o meno bizzara)così da avere voce.la propria voce.e, riconoscendovisi,trovare il coraggio di aggregarsi, collaborare con le altre voci mantenendo integra la propria.perchè consapevoli dell’unicità di ognuna.libertà porta consapevolezza.consapevolezza porta realizzazione. realizzazione porta evoluzione.
stiamo evolvendo?
ai posteri l’ardua sentenza!